Collezione "Teatro" a cura di Paolo Grassi
Collezione "Teatro" a cura di Paolo Grassi
La collezione "Teatro", che si è ormai affermata tra le più importanti collane editoriali del genere, raccogliendo il miglior suffragio sia in Italia che all'estero, ha lo scopo di portare a conoscenza del pubblico, dei tecnici e degli amatori opere particolarmente significative della drammaturgia moderna. Pertanto vi sono comprese anche opere che, per le loro esigenze e difficoltà tecniche, non è facile vedere realizzate e che d'altra parte è necessario conoscere per la loro validità estetica e storica.
Mentre i profani saranno attratti da un settore tipicamente suggestivo della cultura, gli studiosi e i cultori di teatro, professionisti o dilettanti, potranno venire a contatto con testi indispensabili, talvolta lungamente attesi, alcuni dei quali di sapere quasi scientifico.
Le opere, affidate per la traduzione e per la presentazione ai migliori specialisti, sono corredate da una preziosa nota bio-bibliografica sull'autore e da una illustrazione fuori testo.
La serie in copertina marrone comprende le opere del nostro secolo, mentre la copertina grigia distingue invece quelle opere che, pur appartenendo al passato, hanno indicato movimenti segnatamente rinnovatori o anticipato, sia pure a distanza di anni o di secoli, forme e gusti attuali.
"Il pubblico italiano in generale non legge le opere di teatro, preferisce ascoltarle, rappresentate [...]. Le nostre edizioni di teatro vogliono comunque contribuire a quel fecondo risveglio di interessi testè verificatosi, vogliono costituire dei testi indispensabili per tutti i cultori, professionisti o dilettanti, del teatro."
Paolo Grassi
“C’è qualcosa di misterioso e quasi di commovente nell’affettuosa memoria che i teatranti hanno continuato a riservare a una piccola casa editrice dalla vita assai breve, presto dimenticata dai più, anche per le sfortunate vicissitudini dei suoi artefici. In circa tre anni di attività, tra il 1944 e il 1947, Rosa e Ballo pubblicò tra l’altro una quarantina di volumi in due collane, la “Collana Teatro Moderno” e la “Collana Teatro”. Un periodo limitato e una produzione esigua in un settore marginale e poco redditizio, allora come oggi. Eppure quei volumetti dalla grafica essenziale e raffinata, color mattone (per la “Collana Teatro Moderno”) e grigio (per la “Collana Teatro”), hanno lasciato un segno indelebile e qualche seme destinato a fiorire negli anni successivi. Tra i mille progetti e sogni di quel periodo tragico e fervido, che cosa ha salvato dall’oblio e tenuto vive così a lungo le intuizioni di un marchio a cui le storie dell’editoria dedicano solo poche righe?
(Le collezioni teatrali di Rosa e Ballo, Oliviero Ponte di Pino, tratto da "Un sogno editoriale: Rosa e Ballo nella Milano degli anni Quaranta", Milano, 2006)
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