Loris Stecca. Il fratello sbagliato.
Mercoledì 25 febbraio alle ore 20,30 in Libreria presentazione del libro "Loris Stecca. Il fratello sbagliato" alla presenza degli autori Renzo Semprini Cesari e Filippo Vignali.
Sembra un film scritto da
qualche sceneggiatore hollywoodiano, la vita di Loris Stecca.
Cresciuto sportivamente nella palestra riminese di
Elio Ghelfi, Loris debutta tra i professionisti nel 1980.
La sua carriera raggiunge il culmine la notte del
22 febbraio 1984 quando, battendo Leonardo Cruz, conquista il titolo di
Campione del mondo dei supergallo WBA: mai nessun italiano ci era riuscito così
giovane. Nello stesso anno, il fratello minore Maurizio conquista la medaglia
d'oro alle Olimpiadi di Los Angeles, scatenando un'inevitabile rivalità
mediatica.
La vita di Loris - che perde il titolo in una
infuocata serata portoricana, finisce per essere messo in ombra dai risultati
di Maurizio e si ritira appena quattro anni più tardi - continua a essere
burrascosa e battagliera anche fuori dal ring.
Il suo nome abbandona le pagine dello sport per
apparire sempre più spesso in quelle della cronaca come protagonista di gesti
eclatanti e sorprendenti, come la sfida lanciata a Fabrizio Corona o al
minacciato suicidio dal sommo di una galleria dell'A14, sino ai fatti del
Natale 2013, quando viene fermato dalla polizia con l'accusa di tentato
omicidio dopo aver accoltellato una socia in affari.
Semprini e Vignali con questo libro realizzano un
lungo e avvincente reportage narrativo, e riescono a raccontare con il piglio
avvincente del romanzo la vita di uno dei più talentuosi e sregolati pugili dei
nostri tempi.
L'ambientazione riminese degli Settanta-Ottanta è
stata ricostruita col puntiglio di chi vive la Riviera dodici mesi all'anno, e
la carriera di Loris è stata ripercorsa grazie a decine di interviste
realizzate a solidali (dal maestro Ghelfi in giù), familiari (come il
suocero-mentore Lillo Platania) e modelli (Nino Benvenuti su tutti) del pugile
stesso. Questo libro racconta in maniera ricca e approfondita la storia di un
uomo, l'atmosfera autentica della sua terra "di sangue e d'oro", e il
fascino di uno sport come la boxe.
Un omaggio devoto, in ultima analisi, a un pugile
coraggioso e sfortunato, che trent'anni fa ha fatto battere i cuori dei ragazzi
e forse, anche oggi che attende di essere giudicato, non ha mai smesso di
sentirsi il campione del mondo.
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